Brafa Art Fair, la (più antica) casa dell’arte e dell’alto antiquariato

16 Gennaio 2019 Magazine
BRAFA 2018

Dal 25 gennaio via al primo grande appuntamento internazionale di arte e alto antiquariato. Perché, per niente al mondo, rinunceremmo ad una visita al Brafa Art Fair 2019

Bruxelles non è solo la “casa” dell’Europa e dell’Unione europea ma un luogo speciale per appassionati e addetti ai lavori del mondo dell’arte e dell’alto antiquariato che si sono dati appuntamento per il periodo che va da venerdì 25 gennaio a domenica 3 febbraio nella capitale belga e, nello specifico, all’interno dei nei suggestivi spazi del Tour&Taxis per la 64esima edizione della Brafa Art Fair, la manifestazione più antica d’Europa, che riunirà centinaia di opere da tutto il mondo

Noi di Vintage Domus ci saremo. Ci andremo per passione, prima ancora che per lavoro, perché questa non è solo la prima grande fiera internazionale per il modernariato (e non solo) ma l’occasione per comprendere dove ci porterà il nostro mercato in questo 2019 che si preannuncia ricco di novità…

Espositori da tutto il mondo (16 paesi) come Belgio, Stati Uniti, Italia, Giappone, Russia, Marocco e perfino dal piccolo Lussemburgo animeranno quasi dieci giorni all’insegna dell’arte e dell’alto antiquariato. E non solo, perché nel corso degli anni, Brafa ha saputo rinnovarsi senza mai snaturarsi, aprendo le sue porte all’arte contemporanea ospitando espositori del calibro di Albert Baronian.

Per l’Italia ci saranno Brun Fine Art, Cortesi Gallery, Robertaebasta, Sandro Morelli, Chiale Fine Art e Theatrum Mundi in un viaggio ideale dal 18esimo al 21esimo secolo. Ma qui a Brafa non ci sono né bandiere né campanilismi…

E se oggi la Brafa Art Fair, creata nel 1956, è una delle fiere d’arte più antiche e prestigiose del mondo, famosa per l’alta qualità dell’arte, l’antiquariato, l’arte moderna e contemporanea e il design che offre lo si deve anche alla capacità di trasformare un evento in quello che ormai è da tutti considerato come il primo grande evento artistico dell’anno nonché barometro affidabile del mercato dell’arte.

Negli anni Brafa è diventata una vetrina eccezionale di alta qualità e pezzi rari risalenti all’età del bronzo fino ai giorni nostri, che coprono circa 5000 anni di storia. La fiera attira importanti collezionisti d’arte, nuovi acquirenti e appassionati d’arte curiosi di vedere cosa c’è sul mercato.

Quella che aprirà i battenti tra pochi giorni sarà un’edizione speciale, come ha confessato lo stesso direttore dell’evento, Harold t’Kint de Roodenbeke: “Devo dire che il numero 64 mi fa pensare alla famosa canzone composta da Paul McCartney per il leggendario album dei Beatles, Lonely Hearts Club Band di Sergeant Pepper. Nella canzone, il protagonista chiede con ansia: “Avrai ancora bisogno di me, mi darai ancora da mangiare, quando avrò sessantaquattro anni?”. A giudicare dal suo continuo successo con milioni di fan in tutto il mondo e dalla sua inesauribile creatività, questo potrebbe essere considerato un buon auspicio per Brafa.

Quanto è diverso lo spirito che anima un viaggio come questo. Quando andiamo alla ricerca di un pezzo raro in qualche “sperduto” angolo del mondo c’è quell’emozione un po’ incosciente di chi non sa, esattamente, cosa si troverà di fronte. O meglio, lo sa, ma attende di vedere con i propri occhi che il pezzo sia effettivamente quello che sta cercando.

Nell’ora di volo che separa Milano da Bruxelles non ci sarà niente di tutto questo. L’emozione e l’attesa saranno completamente diverse, animate dalla certezza che il meglio del modernariato e dell’antiquariato sarà in quelle gallerie.

L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità” diceva Picasso. Ecco perché non è necessario essere collezionisti o addetti ai lavori per prendere un biglietto aereo e volare subito in Belgio. Chiunque ami l’arte dovrebbe andarci. Magari non quest’anno ma nemmeno una sola volta nella vita. Perché non è un pellegrinaggio, bensì qualcosa di diverso. È che l’arte non si può separare dalla vita. L’arte è l’espressione della più grande necessità della quale la vita è capace ed è per questo che, per niente al mondo, ci perderemmo questa “fiera”.

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Abbiamo fatto fatica a scrivere “fiera” e l’abbiamo volutamente racchiusa tra due virgolette perché quando pensiamo ad una fiera ci immaginiamo quegli spazi caotici, di una monotonia infinita nella loro regolarità che li fa sembrare dei container. Spazi tutti da scoprire, certo, ma pur sempre container. Pardon, stand.

Beh, che ti possiamo dire: tutti noi siamo stati a qualche fiera per lavoro o per passione. Brafa Art Fair sfugge a quella definizione e a quell’immagine. E se ci sarai anche tu, certamente te ne renderai conto subito. E se ci sei già stato, credo che sarai d’accordo con noi, vero?

L’ospite d’onore di questa edizione 2019 è il duo Gilbert & George. Un matrimonio tra l’eccentricità britannica e il surrealismo belga…

Chi non ha visto almeno una delle loro opere? Ce ne saranno cinque in mostra a Brafa, tutte selezionate personalmente da Gilbert & George (al secolo Gilbert Prousch e George Passmore). Sebbene la loro arte tragga ispirazione dalla (loro) vita quotidiana, la visione che offrono è a sua volta metafisica, mistica o polemica, e ogni pezzo ha un tocco di umorismo e trasmette un messaggio. Provocheranno con il loro stile unconventional, ne siamo certi, ma lo faranno come sempre mettendoci la faccia. E un talento fuori dal comune.

Loro ci saranno. Noi ci saremo. E tu?

Photo by: © Franck Saada

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